Fantasmata ’13 (Continuazione de La fine dell’anno)

(…) La fine dei giochi.
L’ultimo esame, un incontro in aeroporto, il sigillo a una nuova amicizia.

-È tardi, quando viene?
-Va bene, è tutto a posto: mi fai queste ultime correzioni e ci vediamo a settembre.

Una corsa all’aeroporto e i primi segni di una miopia, non solo fisica, che si sarebbe protratta per un po’.
Ma chi diventava miope a quell’età?
Oh beh… tante persone vivevano nella miopia, felici di viverci…
Ma non lei… o era già miope da tempo, solo che non lo sapeva.
Una persona nuova, diversa, in tutto simile a lei… ciò che sempre aveva sognato!

-E qui… c’è un regalo per te!

-Aspetta, dobbiamo passare per di qua: ci mettiamo sugli scogli.

La frescura del mare sulla pelle, il senso di libertà e di gioia che una nuova conquista inevitabilmente portava…
Desideri sparsi al vento, tra le fronde degli alberi, al ritmo di una qualsiasi musica…

-Ti va di scrivere una storia a quattro mani?
-Sì, sarebbe fantastico! E tu che ne diresti di creare un blog insieme?
-Un blog?

-Voglio un blog anch’io. Uno spazio tutto per me, dove poter scrivere quello che voglio e sapere se quello che scrivo vale qualcosa.

Il solito sogno pseudo-intellettuale di trovare qualcuno con cui condividere gli stessi interessi.
O il sogno di trovare semplicemente qualcuno. Dove, come e quando meno lo si aspetta.

-E chi è questo? Carino!
-Accetto con piacere la tua amicizia.

-Vuoi sapere se mi interessi?

-Non sono bravo in queste cose…
E non ho niente da dire: tu sei giù e io sono su…

Adrenalina a un miliardo, mentre mangiava il microfono con la stessa velocità con cui invece vomitava le parole.
Tutti zitti fino ad allora… e proprio quando doveva parlare lei si infervorava il chiasso!
Ma tutto liscio come l’olio e l’ansia era passata.

-Per l’autorità conferitami dichiaro **** Dottori in Lettere Moderne.

Il pianto si scioglieva tra le braccia fraterne: ce l’aveva fatta!!!

-Allora parto domani con **** : ci mettiamo d’accordo per vederci?

-Ora ti sento più vicina…

Una tale meraviglia l’afferrò, quando si ritrovò faccia a faccia col Duomo in persona: era pazzesco e mastodontico!
Con tutti gli esami di storia dell’arte, immagini viste sui libri e cose varie, si era sempre convinta di odiare Il Gotico. Ed era ancora così.
Ma vederlo da vicino era tutta un’altra cosa…

-Allora, pranziamo e poi ho appuntamento con ****. Ma sei sicura che per te vada bene?
-Ma certo, altrimenti quando ti capita di nuovo?
-Ma io ti devo fare una statua d’oro!

-Sono vero…

Le gambe facevano fatica a reggere il resto del corpo, perso com’era nella visione misteriosa di questo ragazzo venuto dal nulla.
E che figura da idiota, nel far cadere tutto lo zucchero sul tavolino!
Neanche un caffè riusciva a bere come si deve!

Ma era tutta colpa di quegli occhi azzurri e di quella voce così dolce…

Il tempo era scaduto.
Una corsa insieme in metropolitana, qualche fermata e…

-Abbracciami…

Nulla più aveva importanza: anche nella folla del vagone, anche davanti alla sua amica… era come se non ci fosse stato nessuno. Solo loro due…
E lui aveva aperto le braccia e le aveva chiesto di gettarvisi dentro.

-Allora va bene domani? Così ti saluto.

-Io non lo so se ti aspettavi qualcosa…

L’aereo partecipava dello stesso dolore…
Tornare a casa, allontanarsi da lui… era una cosa inaccettabile!
Ma la ripresa degli studi e le amicizie riuscivano a renderla meno triste.

-Vedrai che verrà per Natale: sono fiduciosa.
-Tu dici? Io non credo. È totalmente cambiato, da quando sono tornata a casa.
-Dagli un po’ di tempo…

-Mi dispiace… non avrei dovuto dirti che sarei venuto…

-Io non voglio non sentirti più…

La pausa invernale calava il sipario su quella prima parte dell’anno.
Un anno che aveva sembrato schiudere le porte a mille nuove occasioni, speranze e felicità, ma che come tutte le cose che sembravano, non era sembrato ciò che realmente era.

E di nuovo il dondolio riprendeva, con le sue molle cigolanti…

(Continua…)

©Lucia Boggia

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La fine dell’anno…

Avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro.
Il passo cadenzato di quel dondolio, piacevolmente marcato dal cigolio delle molle e degli ingranaggi non oliati da anni;
il vento che sussurrava tra le fronde, scompigliandole come “capei d’oro a l’aura sparsi”.
E l’aurato sole volgeva al tramonto…
Tramonto di che cosa?
Di una semplice giornata, fatta dei soliti impegni quotidiani e delle future speranze?
Tramonto di una interminabile salita durata degli anni?
O di una stagione?
E sì, perché La Stagione Del Rinnovamento era anche già quasi terminata, e con essa si faceva sempre più vicina La Fine dell’Anno.
“L’anno finisce ad agosto, non a dicembre.
E quindi Il Nuovo Anno sarà a settembre: gennaio non è che una tappa ad un quarto dell’anno, per ricordarci che il freddo e la chiusura non sono eterni, ma sono necessari perché il cuore e le finestre si aprano ancora al calore e all’amore.”
Questo era ciò che pensava, ciò che sempre si diceva, mentre passava in rassegna tutte le cose e le persone che aveva avuto e perso, amato o creduto di amare…
Ora capiva: non era La Fine Dell’Anno, La Fine di Quell’Anno.
Era La Fine di Quegli Anni.
E di nuovo avanti e indietro, avanti e indietro, avanti e indietro.
Stavolta nessun cigolio, tra quelle vecchie molle non oliate: troppo lento il ritmo, perso nel ritmo molto più frenetico dei suoi pensieri…
Era La Fine Dell’Anno, La Fine di Quel Labirinto durato anni: era lì, al Principio di tutto, che nasceva La Fine… Il Ritorno all’Ordine, all’Equilibrio, alla Felicità.
E quindi lo sciogliersi dell’anima e del corpo, nel Flusso Vitale…
E sempre andando avanti e indietro, riviveva ciò che aveva già vissuto…

(Continua…)

©Lucia Boggia

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Pensiero estratto


“Se vuoi conoscere il segreto della vita, vivi come se fossi un animale, non un animale razionale: ciò di cui l’uomo si fa tanto vanto, non è in realtà che il più grande limite a vivere una vita vera e autentica
Ed io… voglio essere un animale.”


©Lucia Boggia

 

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Vacanza

Puoi prenderti tutte le vacanze che vuoi, ma non potrai mai prenderti una vacanza da te stesso.
©Lucia Boggia

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Per le vie del tuo cuore

Per le vie inconfondibili
del tuo cuore

conducimi

tra le acque ariane
e il verde sconfinato

Portami nei luoghi
in cui ti ho conosciuto

lì dove ti vidi
per la prima volta

Sull’ultima guglia
per te m’arrampicai

e a un tavolo un caffè
fissandoti gelò

Infine una panchina
a lungo si angustiò

e da lì fu immensa
la mia sete di te

Sete infuocata avvilita
respinta confusa

sete mai placata
dall’illusione di altri volti

Un fiume immenso
ci divise per poi riunirci
a nostro tempo

E or dunque a me
congiunto

su questo ponte conducimi
per le vie del tuo cuore

 

©Lucia Boggia

 

Foto di G., grazie

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Danza (Acrostico)

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D ella mia vita
A mica di sempre
N on mi tradisti ma nello
Z aino da te lasciasti
A ltro dono ch’io chiamo inchiostro

 

©Lucia Boggia

Foto di Violeta Dyli

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Libertà

Post per il blog Lanostracommedia

Ti liberi da una cosa quando l’accetti, non quando la respingi.

©Lucia Boggia

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